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Palchi pieni e platee vuote

Lo scorso venerdì sono tornato a teatro. Lo scorso venerdì mi sono preparato, ho caricato la macchina, ho sistemato gli abiti di scena, ho stampato l'autocertificazione e sono partito. Sono arrivato a teatro alle 17, ho scaricato e montato tutto l'occorrente sul palco e ho fatto qualche prova tecnica. Poco dopo sono arrivati amici e colleghi facenti parte del cast della serata. Io ho diviso il camerino con Max Cavallari, 50% del duo comico I FICHI D'INDIA. Negli altri camerini c'erano volti noti della tv, "quelli di Colorado", "quelli di Zelig", tutti li per esibirsi e divertirsi insieme, dopo tanto e troppo tempo. Abbiamo messo in campo le nostre arti per fare in modo che gli spettatori potessero contribuire alla ricerca sulla sindrome di Menkes.


Ci siamo divertiti, emozionati, abbiamo letto la scaletta più e più volte prima di entrare in scena, ci siamo parlati a distanza, con le mascherine, ci sono stati attimi di silenzio rotti dalle risate dopo le battute di qualcuno, perché i comici sono comici anche nei momenti meno comici.


Poi sono arrivate le 20:30 e sono entrato in scena. Platea vuota, solo due tecnici indaffarati con la parte tecnica, la diretta, lo streaming, i microfoni, le musiche. Nessun chiacchiericcio, nessun applauso, nessuna energia. Il numero finisce, io mi fermo ad attendere gli applausi che non arrivano. "Ecco a voi Ale Bellottoo!" dice Riky Bokor cercando di alzare l'energia. Si continua con la serata. Senza applausi né risate.

Un ora e 40 minuti dopo, lo spettacolo finisce e non c'è stato tempo per la cena tutti insieme, per i saluti, per le chiacchiere con il pubblico, con gli agenti. Tutti di corsa verso casa perché alle 22 c'è il coprifuoco. "Ciao a tutti! Buon Natale!" ci diciamo l'un l'altro frettolosamente. E si va.


Il mondo dello spettacolo è questo. Non solo artisti che stanno sul palco per un ora e 40 senza poter vedere né sentire il pubblico ma anche tecnici video, audio, luci, organizzatori, elettricisti, autisti, costumisti, gestori, ristoratori e tante altre categorie che non vedono l'ora di un cash back sui biglietti teatrali e di un vaccino che possa far tornare le persone a teatro, un posto si e due no, una fila si e una no, con entrate e uscite separate per passare due ore lontani dal mondo esterno, cosi che possano applaudire, commentare, ridere, piangere e...scartare le caramelle.

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Ale Bellotto

Magical Performer

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